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SOCCORSO POPOLARE ANTIUSURE OFFRE A TUTTI I CITTADINI NAPOLETANI IL RICORSO TRIBUTARIO GRATUITO PER NON PAGARE L'AUMENTO DEL 60% DELLA TARSU PER IL 2009


Napoli, 16 novembre 2009. Scarica gratuitamente il ricorso tributario preparato dall' Avvocato Gianluca Bozzelli per Soccorso popolare Antiusure, allo scopo di respingere la richiesta di pagamento della TARSU per l'anno 2009 con l'aumento di circa il 60% e pretendi il ripristino della tariffa della tassa in vigore negli anni precedenti:


Napoli, 25 agosto 2009. SOCCORSO POPOLARE ANTIUSURE ED INSORGENZA CIVILE AVVIANO L'AZIONE COLLETTIVA (CUMULATIVA) DI RICHIESTA RIMBORSO TARSU COMUNE DI NAPOLI E PROVINCIA. LA CORTE COSTITUZIONALE CONFERMA: E' ILLECITA L'APPLICAZIONE DELL'IVA 10% SULLA TARSU E SULLA TIA. L'importo dell'IVA versato sulle bollette della TARSU (o della TIA, nuova versione della tassa sui rifiuti,dove applicata) deve essere restituito. Soccorso Popolare Antiusure e Movimento di Insorgenza Civile alla richiesta di rimborso per versamento della tassa anche quando il servizio di raccolta non funzionava, aggiungono una nuova richiesta: il rimborso dell'IVA pagata ingiustamente. Una tassa sulla tassa, ha detto la Consulta che non può e non deve applicarsi!

Dice la Corte: 7.2.3.6. – In sesto luogo, infine, un altro significativo elemento di analogia tra la TIA e la TARSU è costituito dal fatto che ambedue i prelievi sono estranei all'àmbito di applicazione dell'IVA. Infatti, la rilevata inesistenza di un nesso diretto tra il servizio e l'entità del prelievo - quest'ultima commisurata, come si è visto, a mere presunzioni forfetarie di producibilità dei rifiuti interni e al costo complessivo dello smaltimento anche dei rifiuti esterni - porta ad escludere la sussistenza del rapporto sinallagmatico posto alla base dell'assoggettamento ad IVA ai sensi degli artt. 3 e 4 del d.P.R. n. 633 del 1972 e caratterizzato dal pagamento di un «corrispettivo» per la prestazione di servizi. Non esiste, del resto, una norma legislativa che espressamente assoggetti ad IVA le prestazioni del servizio di smaltimento dei rifiuti, quale, ad esempio, è quella prevista dall'alinea e dalla lettera b) del quinto comma dell'art. 4 del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, secondo cui, ai fini dell'IVA, «sono considerate in ogni caso commerciali, ancorché esercitate da enti pubblici», le attività di «erogazione di acqua e servizi di fognatura e depurazione, gas, energia elettrica e vapore». Se, poi, si considerano gli elementi autoritativi sopra evidenziati, propri sia della TARSU che della TIA, entrambe le entrate debbono essere ricondotte nel novero di quei «diritti, canoni, contributi» che la normativa comunitaria (da ultimo, art. 13, paragrafo 1, primo periodo, della Direttiva n. 2006/112/CE del Consiglio del 28 novembre 2006; come ribadito dalla sentenza della Corte di giustizia CE del 16 settembre 2008, in causa C-288/07) esclude in via generale dall'assoggettamento ad IVA, perché percepiti da enti pubblici «per le attività od operazioni che esercitano in quanto pubbliche autorità» (come si desume a contrario dalla sentenza della Corte costituzionale n. 335 del 2008), sempre che il mancato assoggettamento all'imposta non comporti una distorsione della concorrenza (distorsione, nella specie, non sussistente, in quanto il servizio di smaltimento dei rifiuti è svolto dal Comune in regime di privativa). Non osta a tali conclusioni il secondo periodo del comma 13 dell'art. 6 della legge n. 133 del 1999, il quale stabilisce, con una formula meramente negativa, che «Non costituiscono, altresí, corrispettivi agli effetti dell'IVA le somme dovute ai comuni per il servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani reso entro» la data del 31 dicembre 1998 «e riscosse successivamente alla stessa, anche qualora detti enti abbiano adottato in via sperimentale il pagamento del servizio con la tariffa, ai sensi dell'articolo 31, comma 7, secondo periodo, della legge 23 dicembre 1998, n. 448». Questa disposizione non può interpretarsi nel senso che, a partire dal 1999, sia la TARSU sia la tariffa sperimentale (cioè la TIA adottata prima della definitiva soppressione della TARSU) entrino nell'àmbito di applicazione dell'IVA. Si deve escludere, infatti, che tali prelievi, pur restando invariata la loro disciplina sostanziale, mutino natura, divenendo entrambi corrispettivi, solo in forza di una norma dagli effetti meramente temporali. Tale norma, ragionevolmente interpretata, ha il solo effetto di ribadire la non assoggettabilità ad IVA dei due prelievi fino a tutto il 1998 e non quello di provvedere anche per il periodo successivo, per il quale non può che trovare applicazione la disciplina generale in tema di IVA. Non rileva, al riguardo, la diversa prassi amministrativa, perché la natura tributaria della TIA va desunta dalla sua complessiva disciplina legislativa. Dice la Corte:7.2.3.6. – In sesto luogo, infine, un altro significativo elemento di analogia tra la TIA e la TARSU è costituito dal fatto che ambedue i prelievi sono estranei all'àmbito di applicazione dell'IVA. Infatti, la rilevata inesistenza di un nesso diretto tra il servizio e l'entità del prelievo - quest'ultima commisurata, come si è visto, a mere presunzioni forfetarie di producibilità dei rifiuti interni e al costo complessivo dello smaltimento anche dei rifiuti esterni - porta ad escludere la sussistenza del rapporto sinallagmatico posto alla base dell'assoggettamento ad IVA ai sensi degli artt. 3 e 4 del d.P.R. n. 633 del 1972 e caratterizzato dal pagamento di un «corrispettivo» per la prestazione di servizi. Non esiste, del resto, una norma legislativa che espressamente assoggetti ad IVA le prestazioni del servizio di smaltimento dei rifiuti, quale, ad esempio, è quella prevista dall'alinea e dalla lettera b) del quinto comma dell'art. 4 del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, secondo cui, ai fini dell'IVA, «sono considerate in ogni caso commerciali, ancorché esercitate da enti pubblici», le attività di «erogazione di acqua e servizi di fognatura e depurazione, gas, energia elettrica e vapore». Se, poi, si considerano gli elementi autoritativi sopra evidenziati, propri sia della TARSU che della TIA, entrambe le entrate debbono essere ricondotte nel novero di quei «diritti, canoni, contributi» che la normativa comunitaria (da ultimo, art. 13, paragrafo 1, primo periodo, della Direttiva n. 2006/112/CE del Consiglio del 28 novembre 2006; come ribadito dalla sentenza della Corte di giustizia CE del 16 settembre 2008, in causa C-288/07) esclude in via generale dall'assoggettamento ad IVA, perché percepiti da enti pubblici «per le attività od operazioni che esercitano in quanto pubbliche autorità» (come si desume a contrario dalla sentenza della Corte costituzionale n. 335 del 2008), sempre che il mancato assoggettamento all'imposta non comporti una distorsione della concorrenza (distorsione, nella specie, non sussistente, in quanto il servizio di smaltimento dei rifiuti è svolto dal Comune in regime di privativa). Non osta a tali conclusioni il secondo periodo del comma 13 dell'art. 6 della legge n. 133 del 1999, il quale stabilisce, con una formula meramente negativa, che «Non costituiscono, altresí, corrispettivi agli effetti dell'IVA le somme dovute ai comuni per il servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani reso entro» la data del 31 dicembre 1998 «e riscosse successivamente alla stessa, anche qualora detti enti abbiano adottato in via sperimentale il pagamento del servizio con la tariffa, ai sensi dell'articolo 31, comma 7, secondo periodo, della legge 23 dicembre 1998, n. 448». Questa disposizione non può interpretarsi nel senso che, a partire dal 1999, sia la TARSU sia la tariffa sperimentale (cioè la TIA adottata prima della definitiva soppressione della TARSU) entrino nell'àmbito di applicazione dell'IVA. Si deve escludere, infatti, che tali prelievi, pur restando invariata la loro disciplina sostanziale, mutino natura, divenendo entrambi corrispettivi, solo in forza di una norma dagli effetti meramente temporali. Tale norma, ragionevolmente interpretata, ha il solo effetto di ribadire la non assoggettabilità ad IVA dei due prelievi fino a tutto il 1998 e non quello di provvedere anche per il periodo successivo, per il quale non può che trovare applicazione la disciplina generale in tema di IVA. Non rileva, al riguardo, la diversa prassi amministrativa, perché la natura tributaria della TIA va desunta dalla sua complessiva disciplina legislativa.

Scarica qui il testo integrale della sentenza della Corte Costituzionale n.238/2009


Napoli 13 marzo 2009 (Facebook). AZIONE COLLETTIVA (CUMULATIVA) DI RICHIESTA RIMBORSO TARSU COMUNE DI NAPOLI E PROVINCIA. Presupposti per l'azione di rimborso sono:
1. aver richiesto il rimborso al Comune tramite diffida di Antiusure (scaricabile gratuitamente dal sito www.antiusure.org o www.insorgenza.it) o altra;
2. che siano trascorsi almeno 90 giorni dalla consegna della diffida al Comune (data del protocollo);
Come aderire all'azione cumulativa?



A) Si procede mediante ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale di Napoli.
B) Il ricorso è gratuito per gli iscritti a Soccorso Popolare Antiusure (iscrizione annua €.25)
C) Bastano solo: n.2 bolli da €.14,62 e €.5,00 per spese postali.
D) I legali di Antiusure si mettono gratuitamente a disposizione dell'associazione (non si pagano gli onorari).
E) Con il ricorso si richiede il rimborso del 60% della TARSU versata negli ultimi 3 anni.
F) Dato il grande afflusso di persone, gli interessati devono prenotarsi dall'Avvocato, inviando un fax con i propri dati (nome, cognome, nascita, residenza e recapito telefonico) al n.0817345601.
G) Lo STUDIO LEGALE BOZZELLI in Napoli Centro Direzionale is. F11 (a fianco ASL) riceverà gli associati a partire da venerdì 20 marzo 2009 ore 15:30-17:00 per tre settimane consecutive.
H) DOCUMENTAZIONE DA PORTARE ALL'AVVOCATO



1) Ricevute dei pagamenti TARSU negli ultimi tre anni,
2) i n.2 bolli da €.14,62,
3) €.5,00 per le spese postali,
4) un documento di riconoscimento valido.
5) fotografie o giornali raffiguranti la mancata raccolta o i cumuli di immondizia nella zona di residenza (o dove si trova l'immobile).
6) Infine, chi ha fatto la diffida non tramite Antiusure, deve portare la copia della diffida consegnata al Comune con numero di protocollo.

Scarica gratuitamente le diffide preparate dall'avv. Bozzelli per la riduzione della TARSU per l'anno 2008 ed il rimborso parziale della tassa versata negli anni precedenti:


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SOCCORSO POPOLARE ANTIUSURE ED INSORGENZA CIVILE IN CAMPO PER RIVENDICARE I DIRITTI MINIMI DEI CITTADINI E DELLE IMPRESE CAMPANE CONTRO IL SISTEMA DELLE BANCHE E DELLE CENTRALI RISCHI PRIVATE


Napoli 27 gennaio 2009 (Facebook). Il sistema della gestione dei dati personali di privati ed aziende da parte delle Centrali Rischi Private (oggi denominate S.I.C. società di informazione creditizia) è gravemente lesivo dei diritti dei cittadini! Ciascun privato che abbia richiesto un finanziamento per credito al consumo (ad esempio per l'acquisto di un elettrodomestico a rate o un bene qualsiasi con la carta di credito) viene segnalato nei database delle SIC. Il risultato è un'enorme violazione dei nostri diritti alla riservatezza da parte di soggetti privati, società che di commerciale hanno ormai solo il nomen juris. Quale concorrenza, quale attività economica si può attribuire infatti a società che considerano le Banche come delle partecipanti? Gli Istituti di credito infatti partecipano al sistema delle informazioni creditizie, sostanzialmente consorziandosi nella rete informativa, attribuita a soggetti solo apparentemente diversi. In realtà le Banche posseggono e creano la rete informativa che poi consente loro di attribuire ad ogni cittadino o impresa uno scoring, ovvero un punteggio. Il risultato è il mancato controllo da parte dello Stato del sistema di accesso al credito, lasciato nelle mani delle Banche. Chi controlla i controllori? Siamo alle solite: le Banche controllano se stesse, con il risultato ovvio che le Banche fanno quello che gli pare! Il risultato è che milioni di famiglie sono indebitate e segnalate ingiustamente: casi di omonimia, casi di ingiustificata segnalazione alle Centrali Rischi per inasprimento dei rapporti con le Banche, litigi con i funzionari, difficoltà economiche reali, provate e giustificate ... sono all'ordine del giorno. Tutto ciò provoca il BLOCCO DELL'ACCESSO AL CREDITO DEL NOMINATIVO SEGNALATO. Migliaia di imprese campane e non cercano di sopravvivere al sistema del credito e vengono costrette a chiudere per il BLOCCO provocato da un'errata segnalazione o un illecito trattamento delle informazioni. Gli errori si ripetono a centinaia, con inimmaginabili conseguenze: chiusure degli esercizi, protesti, fallimenti, disoccupazione, EMIGRAZIONE, delinquenza. Appare oggi non più necessario, bensì indispensabile modificare questo sistema di cose! L'accesso al credito deve essere garantito in un ordinamento giuridico, come quello italiano, che pretende la riduzione al minimo dell'uso del contante, mediante incentivi, obblighi, limitazioni, divieti, sanzioni per l'uso oltre un limite minimo. Fino a ieri addirittura una legge dello Stato italiano pretendeva l'apertura di un conto fiscale obbligatorio per tutti gli operatori commerciali ed anche per i professionisti (ora fortunatamente l'obbligo è stato abrogato). Allora, perché è così difficile accedere al contante o prelevare il proprio denaro nel nostro sistema creditizio? Chi ha un'impresa commerciale sa bene che se si cerca di prelevare poco più di un migliaio di euro dalla banca si deve PRENOTARE IL DENARO con giorni di anticipo (lo si richiede alla Banca d'Italia e si attende il portavalori, a volte il costo dell'operazione viene addebitato). Eppure si tratta dei nostri soldi!! Insomma: non possiamo usare il contante, né prelevarlo ... possiamo solo versarlo. Ancora, quanti di noi, nel cercare di cambiare un assegno presso la Banca emittente si sono sentiti rispondere che SERVONO DUE (A VOLTE TRE) DOCUMENTI DI RICONOSCIMENTO! Eppure è scritto a vista pagate per questo assegno bancario! Oggi allora, il sistema creditizio e bancario è onnipotente e le centrali Rischi Private sono quanto di più deleterio perché non controllato! Chiediamo l'abolizione e la regolamentazione di tutto il sistema di accesso al credito, iniziando proprio da qui ... dalla rete informativa. Per non rimanere aridamente critici, abbiamo pensato anche alla pars construens dell'iniziativa, dopo l'abrogazione del sistema vigente: A) Appare a nostro avviso necessario attribuire ad un organo di vigilanza e controllo imparziale (MINISTERO DEL TESORO) il potere di istituire un PUBBLICO REGISTRO delle società di informazione creditizia, opponibile ai terzi con l'iscrizione, che rechi pubblicamente i nomi degli amministratori, dei responsabili al trattamento dei dati, delle interessenze e proprietà di quote o società di controllo. Ciò si rende indispensabile al fine di sapere con certezza se chi ci sta valutando è lo stesso soggetto che ci ha danneggiato o che aveva un interesse a negare l'accesso al credito, ovvero ha erratamente iscritto i nostri dati. Le società di trattamento dei dati dovranno essere iscritte nel Registro ed avere minimi requisiti previsti, pena il divieto di accesso al Registro stesso ed all'attività. Pubblicare il Registro significa poi anche rendere trasparente la gestione del sistema delle informazioni: chiarire dove vengono allocati i server, chi sono le persone fisiche che vi accedono, significa registrare e numerare gli accessi. Insomma istituire un Registro Pubblico significa prevenire ed evitare gli abusi o addirittura il trasferimento dei dati all'estero (tutti comportamenti vietati dal D.Lgs 196/03 Codice Privacy). B) Il trattamento dei dati personali di cittadini ed imprese, da parte delle Centrali Rischi Private, deve avvenire seguendo le modalità prescritte dalla normativa sulla privacy (già vigente, che andrebbe modificata come appresso): con l'obbligo della informativa e del consenso dell'interessato, come prevede il Codice Privacy .I dati posseduti e trattati devono essere comunicati in forma intellegibile. L'informativa deve essere completa e riguardare le modalità di trattamento, la finalità, la quantità dei dati, il nome del titolare del trattamento del responsabile (normativa già attualmente vigente e spesso violata) e deve essere fornita al primo inserimento del dato e ad ogni variazione dello stesso (ad esempio quando il soggetto passa da regolare pagatore a insolvente). I diritti dell'interessato, sia persona fisica che azienda, devono essere ben specificati: diritto di esercitare il blocco, il diniego del consenso o l'opposizione per motivi legittimi. Tale previsione si propone di anticipare alla fase autorizzativa l'eventuale contenzioso. C) Gli indici negativi (ritardo, insolvenza, sofferenza, ecc..) devono essere inseriti nella banca dati solo come ultima ratio, ovvero quando il creditore ha esperito tutte le possibili attività di recupero che la Legge gli consente, senza successo e sempre che non via sia stata contestazione giudiziaria da parte del debitore o dei soggetti coobbligati. D) È necessario un forte sistema sanzionatorio contro gli abusi, per le violazioni delle regole del trattamento dei dati personali, aggravato dalla delicatezza dei dati trattati e delle complicanze e riflessi sul sitema economico nazionale. Sanzioni da prevedere in misura non inferiore a 20 mila €uro per la prima violazione e raddoppiate per il caso di recidiva, con libera prova dell'ulteriore danno. Sanzioni penali per il caso di dolo o colpa grave nel trattamento dei dati trattati in materia creditizia, con sanzione accessoria, in tal caso, della sospensione dell'attività della centrale Rischi Privata fino all 'inibizione dell'attività e responsabilità personale degli amministratori. Questo in sunto la nostra proposta. Aderite in massa, tra pochi giorni sarà pubblicata la data di un evento per la raccolta di firme per la proposta di legge o referendum abrogativo.


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SOCCORSO POPOLARE ANTIUSURE ED INSORGENZA CIVILE INSIEME PER LA RIVENDICAZIONE DEI DIRITTI MINIMI DEI CITTADINI CAMPANI


Napoli, 28 mag. 2008- (Adnkronos) - Analisi cliniche a carico del SSN e screening sanitario gratuito per tutti i residenti in zone esposte ai miasmi delle discariche cielo aperto di rifiuti ed alla diossina sprigionata dai ripetuti roghi degli ultimi mesi. A promuovere l'iniziativa e' L'associazione Antiusure (Soccorso Popolare Antiusure). "Se ancora vero che La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo interesse della collettivita' (art. 32 Costituzione), allora lo Stato Italiano Regione Campania devono garantire al cittadino il d'informazione sanitaria" afferma l'avvocato Gianluca Bozzelli, presidente Antiusure. Le ASL farsi carico delle indagini diagnostiche necessarie ad accertare se livello d'inquinamento territorio campano abbia gia' inciso (e quanto) sulla coloro pagano le tasse statali regionali (quindi anche SSN). E' ormai noto infatti, essere stato certificato da autorevoli ambienti sanitari -prosegue Bozzelli - immondizia sostanze sprigionate dalla combustione dei provocano intossicazioni, allergie, infezioni pelle alle vie respiratorie, quando non malformazioni fetali malattie tumorali. In una situazione di tale disastro ambientale, provocato dalle amministrazioni pubbliche, non è giusto, anzi appare incostituzionale- che i cittadini campani, dopo aver subito l'inquinamento di terre, cibi, aria ed acqua, debbano essere costretti all'ignoranza ed al silenzio dagli altissimi costi delle analisi sanitarie per accertare l'eventuale intossicazione dell'organismo.debbano essere costretti all'ignoranza ed al silenzio dagli altissimi costi delle analisi sanitarie per accertare l'eventuale livello di intossicazione dell'organismo. Queste analisi sono attualmente eseguite in pochissimi centri medici specializzati in Italia ed il loro costo economico e' elevato ed integralmente a carico del cittadino. "Chiediamo al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio, al Ministro per l'Ambiente, all'Assessore alla Salute, al Consiglio Superiore di Sanita', all'ISPESL per la sicurezza sul lavoro, all'ARPA ed a tutte le Istituzioni - conclude l'avv. Bozzelli - che vengano autorizzate indagini diagnostiche gratuite (ovvero con ticket) per tutti coloro che vivono o lavorano in prossimita' dei cumuli di rifiuti o in zone dove si sono verificati roghi, comprese le Forze dell'ordine". "Rivendichiamo il diritto all'informazione sulla propria salute come corollario di quello di cui all'art. 32 Cost. per tutti i cittadini che a qualsiasi titolo abbiano motivo di sentirsi "intossicati" dal livello d'inquinamento che, in Campania-conclude l'avv.Bozzelli- ha ormai raggiunto livelli ai limiti della tollerabilita', fisica e mentale". Al fianco di Antiusure si e' subito schierato il Movimento d'Insorgenza Civile coordinato dall'avv. Carmine Ippolito e dall'arch.Nando Dice', che ha deciso di organizzare tavoli per la raccolta di firme a sostegno dell'iniziativa in citta' e nelle province.(Zca/Col/Adnkronos)




AL VIA LE CAUSE DI RISARCIMENTO DANNI PER DISASTRO AMBIENTALE


Già decine di adesioni raccolte dall'Associazione Antiusure, aderente al Movimento d'Insorgenza Civile localista campano, per il risarcimento dei danni subiti dagli abitanti della regione più martoriata della storia italiana, di natura patrimoniale, biologico, morale ed esistenziale.

Sabato 2 febbraio dalle ore 10:30 alle 13:30
alla piazzetta Augusteo in Napoli,

proseguirà la raccolta di adesioni alla causa collettiva, già avviata in queste ore sulla rete.

   Sono già decine in poche ore le adesioni di simpatizzanti e cittadini delusi e feriti, non solo nell'animo, dal disastro ambientale che la Campania ha subito e sta subendo da diversi anni.

   "Il pool di Avvocati di Antiusure ha lavorato in queste settimane per la redazione di atti giudiziari - afferma l'Avv. Gianluca Bozzelli, presidente di Antiusure - e per la configurazione delle ipotesi di danno, conseguenti ai reati di disastro. Che si sia trattato di colposa gestione o di vero e proprio dolo, sarà la Magistratura ad accertarlo".

   "Ogni cittadino che viva in prossimità delle centinaia di discariche a cielo aperto che nelle settimane scorse si sono formate a causa della mancata raccolta dei rifiuti, può richiedere i danni morali", prosegue Bozzelli.

   Ogni residente nei Comuni dove si è verificata l'interruzione prolungata del servizio può richiedere nostro tramite - proseguono gli Avvocati Marcello Tucci e Francesca Galateri di Genola, componenti del pool di Antiusure - un risarcimento simbolico, ma significativo se cumulato a quello di tutti gli altri. Chi invece ravvisasse tracce di diossina nell'organismo superiori al massimo tollerabile o avesse subito danni all'attività commerciale/professionale può chiedere una cifra più consistente. In ogni caso, le cause saranno avviate gratuitamente per gli iscritti all'associazione Antiusure.

   Inoltre - dichiara l'Avv. Carmine Ippolito coordinatore del Movimento d'Insorgenza - sabato continueremo a diffondere la diffida al Comune di Napoli per la riduzione e la restituzione della Tarsu (pubblicata sul sito www.antiusure.org e liberamente scaricabile da chiunque) da inviare nostro tramite o direttamente ai Comuni.

   Confidiamo nella Giustizia e nel buon senso dei Sindaci, conclude l'Avv. Bozzelli. A questi ultimi chiediamo di ridurre spontaneamente la tariffa rifiuti per l'anno in corso, come previsto dall'art.56 della legge e da molti regolamenti comunali, senza costringere la popolazione a migliaia di cause tributarie. Alla Magistratura, civile, penale e tributaria, urliamo infine l'esigenza di Giustizia della cittadinanza, affinché punisca i colpevoli del tracollo del ciclo di raccolta e condanni le Amministrazioni al risarcimento dei danni al cittadino ed all'Erario.


Chi siamo
Contro i poteri forti, le lobby economiche, le "usure bianche" ovvero autorizzate, i mali che affliggono il cittadino napoletano e meridionale, nasce il Movimento di Soccorso Popolare Antiusure - ANTIUSURE.ORG.
Il movimento aderisce al gruppo di Insorgenza Civile nato diversi mesi orsono e che già vanta decine di iniziative a difesa ed a sostegno del cittadino, del professionista e delle aziende, moderni tartassati da disagi antichi e nuovi.
Sempre maggiori ostacoli e difficoltà si frappongono tra il cittadino repubblicano e l'esercizio dei propri diritti, garantiti dalla Carta Costituzionale.
Ad eccezione delle sole spese vive, la consulenza e l'assistenza dell'associato da parte di professionisti specializzati è a sola cura e spese dell'Associazione, che eventualmente anticiperà le competenze del professionista, ottenendone eventualmente il rimborso a procedura finita.
L'unico costo per il cittadino sono le spese di associazione di €.25,00 da versarsi mediante bonifico bancario o bollettino postale, oltre alle spese di Giustizia e le notifiche. Le competenze legali sono ridotte al minimo.


Filosofia
La nostra “Filosofia di lavoro” è la difesa del cittadino dalle "Usure Bianche" quelle, cioè, legalizzate, dalle quali non può difenderci lo Stato, che ne è invece l'autore, direttamente o attraverso i propri organi o propagazioni. Dalle usure-reato è più agevole tutelarsi, vuoi attraverso le Associazioni di difesa, i Fondi di assistenza statale, la Pubblica Sicurezza e la Magistratura.
Dalle "usure bianche" la difesa è pressocché impossibile per il cittadino singolo: la vessazione è subdola, la violenza è sottile, quasi impalpabile, legittima, autorizzata dallo Stato. Ma anche l'esercizio del diritto diventa vessatorio, addirittura persecutorio, se non si rispettano le regole. Ed è proprio sul ripetto delle regole da parte dello Stato, degli Enti Locali, delle Banche, delle Assicurazioni, delle Poste, di Istituti privati, Università, Ospedali, del Concessionario per la riscossione dei tributi - ad esempio - che il movimento ANTIUSURE.ORG sorveglia e controlla.


Le persone
Componenti di ANTIUSURE.ORG sono professionisti napoletani e della provincia che esercitano liberamente la professione, svincolati da logiche di potere e che hanno votato parte del loro tempo al volontariato.
Ideato e creato dagli Avvocati Gianluca Bozzelli, Carmine Ippolito, Francesca Galateri di Genola, Marcello Tucci, Salvatore Branno, il pr. Avv. Ivo Ferrara, i Dottori Commercialisti Salvatore Penne e Massimo Sorrentino, l'ing. Orlando Dicè, Michele Turizio e tanti altri.
Soccorso Popolare Antiusure si avvale della prestazione professionale di numerosi professionisti Avvocati penalisti, civilisti, amministrativisti e Lavoristi, oltre che di Dottori Commercialisti, Ragionieri e Consulenti del Lavoro.
Collabora anche tu al movimento ANTIUSURE.ORG: spedisci una email all'indirizzo posta@antiusure.org ed unisciti al gruppo, per controllare che l'esazione di Stato si svolga secondo le regole e combattere i soprusi e le vessazioni.


Iniziative recenti

LE MACERIE DI NAPOLI

22/01/08 incontro alle ore 17,30, a P.zza dei Martiri - Napoli, presso la sede del gruppo editoriale "Il Denaro" ,sei invitato a partecipare all'incontro: "LE MACERIE DI NAPOLI". Destra e sinistra e centro (proprio in queste ore la Mastella si è dimesso) sono uguali, uguali nel disastro, uguali nella loro volontà di distruggere Napoli, il tutto, a loro vantaggio. Più misere saranno le nostre condizioni, più forte sarà la forza dei partiti nel ricattarci e nel perpetuare il loro potere. Ma se contro questo piano criminoso, quelli che non si sono arresi, non si organizzano e non operano per CAMBIARE RADICALMENTE la classe politica, Napoli non avrà altro futuro che la miseria umana e materiale. Nonostante le contraddizioni, gli sfaceli, gli scempi essi hanno dallo loro parte tutta la forza dell'organizzazione, del controllo, dell'informazione di massa, che vuole al massimo "aggiustare", ma non salvare Napoli cacciandone i saccheggiatori. Nessun partito nazionale, nessuna associazione "paravento" di partito, nessuna associazione che sia stata finanziata con i soldi del popolo napoletano, può essere un'alternativa. Chi è vittima di questo sistema deve reagire, deve insorgere ed organizzarsi con gli altri, a questo proposito vi invitiamo all'incontro "LE MACERIE DI NAPOLI" .

19/01/08 ore 11,00 in via Epomeo raccolta firme per lo scioglimento del consiglio regionale e raccolta adesioni per la restituzione del 60% della TARSU.

Scarica gratuitamente le diffide preparate dall'avv. Bozzelli per la riduzione della TARSU per l'anno 2008 ed il rimborso parziale della tassa versata negli anni precedenti:





17.01.2008

Comunicato Stampa

“INSORGENZA CIVILE” DENUNCIA: FINO A QUANDO LA GESTIONE DEI RIFIUTI NON SARA’ RIPRISTINATA IN MODO ATTIMALE LA TARSU E’ DA CONSIDERARSI UN VERO E PROPRIO FURTO NEI CONFRONTI DEI CITTADINI CAMPANI.

ANNUNCIATA DALL’ASSOCIAZIONE SOCCORSO POPOLARE ANTIUSURE, FACENTE PARTE DEL MOVIMENTO LOCALISTA CAMPANO, LA RACCOLTA DI ADESIONI PER LE DIFFIDE AL COMUNE DI NAPOLI PER IL RIMBORSO DEL 60% DELLA TARSU.

"Il Movimento Antiusure ha distribuito gratuitamente a tutti i firmatari le diffide al Comune di Napoli ed al gestore del servizio Asia Spa per la riduzione del 60% dell'odiata tassa rifiuti ribattezzata 'tassa corma', ossia cornuti e mazziati, come previsto dalla stessa legge del 1993 e dallo stesso Regolamento comunale. Con la diffida di Antiusure il cittadino richiede anche la restituzione parziale della tassa versata nei cinque anni trascorsi, visto il grave malfunzionamento del servizio, ormai collassato". Ad annunciarlo e' l'avvocato Gianluca Bozzelli , dirigente di Insorgenza Civile e presidente di Antiusure.

"Un atto concreto e gratuito in favore della cittadinanza - prosegue Bozzelli - in questa situazione di emergenza, che si spera termini al piu' presto. Sabato prossimo 19 gennaio, sara' istituito un banco per la raccolta delle sottoscrizioni e per la diffida Tarsu in via Epomeo a Napoli, vicino al quartiere di Pianura". "Nei prossimi giorni - prosegue Bozzelli - sul sito
www.antiusure.it verra' pubblicato il testo della lettera di diffida da inviare a tutti i Comuni del napoletano e del casertano, per ottenere la riduzione della tassa".
Intanto a Napoli e' proseguita la raccolta di sottoscrizioni, "che ha raggiunto quota 850 firme circa", da parte dei Movimenti Soccorso Popolare Antiusure e Insorgenza Civile, con lo scopo, spiega
l'avvocato, "di chiedere al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ai sensi dell'art.126 Costituzione, lo scioglimento del Consiglio Regionale della Campania e la rimozione del Presidente della Giunta Antonio Bassolino, per le gravissime violazioni di Legge in materia di ambiente e territorio e la lesione del diritto alla salute ed alla dignita' dell'uomo.

Sono state commesse dalle amministrazioni comunale, provinciale e regionale, nonche' dai Commissari straordinari che si sono succeduti negli anni - prosegue Bozzelli - violazioni dei diritti fondamentali dell'uomo di incommensurabile gravita', in palese spregio dei principi stabiliti dalla carta dei diritti dell'Uomo dell'Unione Europea, del diritto alla salute ed alla dignita' stabiliti dagli artt. 2, 3 e 32 della Costituzione della Repubblica Italiana.
Questo e' l'ultimo tentativo civile dei veri rappresentanti di una cittadinanza ridotta ormai allo stremo e quasi anestetizzata dalla quotidiana inefficienza, fino ad oggi inconsapevole del disastro e solo minimamente informata dagli organi di stampa e dai mass-media del danno mortale che i miasmi venefici dei rifiuti, sversati nelle discariche a cielo aperto, provocano da quindici anni di gestione irresponsabile della cosa pubblica".



L’addetto Stampa

Turizio Michele

Info: 329.791.38.88 – 081.658.14.65







11.01.2008

Comunicato Stampa

“INSORGENZA CIVILE” CHIEDE AL PRESIDENTE NAPOLITANO DI SCIOGLIERE IL CONSIGLIO REGIONALE ED INOLTRE IL MOVIMENTO LOCALISTA CAMPANO ANNUNCIA CHE SARA’ POSSIBBILE FIRMARE LE DIFFIDE AL COMUNE DI NAPOLI E ALL’ASIA SPA PER LA RIDUZIONE DELLA TARSU DEL 60%.

Domani 12 gennaio in Napoli alla piazzetta Augusteo, dalle 10:30 alle 13:30, continuerà la raccolta di sottoscrizioni da parte dei Movimenti Insorgenza Civile e Antiusure.org, con lo scopo

di chiedere al Presidente della Repubblica On. Giorgio Napolitano - ai sensi dell'art.126 Costituzione - lo scioglimento del Consiglio Regionale della Campania e la rimozione del Presidente della Giunta Antonio Bassolino, per le gravissime violazioni di Legge in materia di tutela dell'ambiente e del territorio e la lesione del diritto alla salute ed alla dignità dell'uomo.

L'avvocato Gianluca Bozzelli, dirigente di Insorgenza Civile e presidente di Antiusure precisa che sono state commesse dalle amministrazioni comunale, provinciale e regionale nonché dai Commissari straordinari che si sono succeduti negli anni, violazioni dei diritti fondamentali dell'uomo di incommensurabile gravità, in palese spregio dei principi stabiliti dalla carta dei diritti dell'Uomo, della carta dei diritti dell'Unione Europea, oltre che del diritto alla salute ed alla dignità stabilito dagli artt. 2, 3 e 32 della Costituzione della Repubblica.

Questo è l'ultimo tentativo civile dei veri rappresentati di una cittadinanza ridotta ormai allo stremo e quasi anestetizzata dalla quotidiana emergenza, fino ad oggi inconsapevole del disastro e solo minimamente informata dagli organi di stampa e dai mass media del danno mortale che i miasmi venefici sprigionati dai rifiuti, sversati nelle discariche a cielo aperto, provocano da circa dieci anni.

Oltre alla raccolta di sottoscrizioni, che domani terminerà a quota 1000 firme circa - prosegue Gianluca Bozzelli - i Movimenti Insorgenza ed Antiusure prepareranno gratuitamente a tutti i firmatari le diffide al Comune di Napoli ed al gestore del servizio ASIA Spa per la riduzione della tassa del 60% dell'importo della tariffa comunale, come stabilito dalla legge TARSU del 1993 e dallo stesso Regolamento comunale, chiedendo anche la restituzione parziale della tassa versata nei cinque anni trascorsi, visto il grave malfunzionamento del servizio, ormai collassato.

Un atto concreto e gratuito in favore della cittadinanza, in questa situazione di emergenza, che si spera termini al più presto.

Nei prossimi giorni saranno istituiti banchi per la raccolta sottoscrizioni anche nei paesi della provincia di Napoli e Caserta.

L’addetto Stampa

Turizio Michele

Info: 329.791.38.88 – 081.658.14.65


Sottoscrivi anche tu la lettera al Presidente della Repubblica per lo scioglimento del Consiglio Regionale della Campania (ex art.126 della Costituzione).



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